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Politica

Caos sulle Commissioni, 5 Stelle all’attacco

Lo stallo legati ai veti incrociati tra i principali partiti

Pubblicato il 07/05/2013 da La Fucina

Ancora caos sulle Commissioni con il braccio di ferro tra i partiti, tra veti incrociati Pd e Pdl e le richieste delle opposizioni sui nomi dei presidenti e dei vice presidenti di 28 Commissioni permanenti e poi per la guida delle giunte.La presidenza della giunta delle autorizzazioni della Camera, secondo quanto si apprende, dovrebbe andare a Fratelli d'Italia con Ignazio La Russa"Anche solo immaginare di dare le presidenze che ci spettano a Sel e Lega, significa tentare di fare un Gran Premio facendo correre gli avversari con il muletto, ma il risultato non sarebbe tagliare il traguardo, bensì schiantarsi contro le tribune alla prima curva seria, essendosi privati dei freni". Lo scrive il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi sul blog di Beppe Grillo in un intervento titolato appunto 'le riserve all'opposizione'."Il gruppo della Lega Nord alla Camera non avanzerà candidature e non parteciperà nemmeno alle votazioni per gli uffici di presidenza delle commissioni e delle giunte". Lo dichiara il vicepresidente dei deputati della Lega Nord alla Camera, Gianluca Pini.CAOS E VETI INCROCIATI - I veti incrociati tra Pd e Pdl e il braccio di ferro tra correnti all'interno dei partiti, determineranno i nomi dei presidenti delle Commissioni permanenti di Camera e Senato che verranno eletti nel pomeriggio. Per le Commissioni di Vigilanza, che di solito spettano alle opposizioni, un incontro tra M5S e Sel non ha sortito un accordo su Rai e Copasir. Il principio su cui si sono accordati Pd e Pdl è di 'incrociare' tra loro le presidenze delle 14 commissioni del Senato con le 14 della Camera, fermo restando quelle attribuite a Scelta Civica. Quando stamani i quattro capigruppo di Pdl e Pdl dei due rami del Parlamento (Luigi Zanda, Roberto Speranza, Renato Schifani e Renato Brunetta) si sono incontrati, il puzzle si è complicato per i veti del Pd sul nome di Paolo Romani alla commissione Lavori pubblici e Telecomunicazioni del Senato, perché l'ex ministro sarebbe troppo vicino a Berlusconi rispetto al tema delle Comunicazioni. Il Pd storceva il naso anche sull'ex Guardasigilli, Nitto Palma alla commissione Giustizia sempre a Palazzo Madama. A questo punto è scattata la ritorsione, con il "niet" del Pdl a Donatella Ferranti come presidente della commissione Giustizia della Camera. A complicare il quadro la concorrenza interna ai partiti: Anna Finocchiaro, candidata a guidare la Affari costituzionali del Senato, ha avuto come concorrente il 'franceschiniano' Gianclaudio Bressa che era in ballo per la stessa Commissione ma alla Camera.Per la commissione Cultura erano in corsa il 'renziano' Andrea Marcucci e la franceschiniana Emilia De Biase al Senato, e il 'giovane turco' Matteo Orfini alla Camera, mentre per il Pdl aspiravano all'incarico i due ex ministri MariaStella Gelmini e Gancarlo Galan. In questo complicato incrocio Romani ha rinunciato alla carica, in favore di Altero Matteoli, ma a questo punto il Pdl non ha ceduto su Palma, mentre il Pd lo ha dovuto fare su Ferranti. La Giustizia della Camera sembra destinata a Scelta Civica, con Stefano Dambruoso e Gregorio Gitti in pole position. Alla strategica commissione Affari costituzionali andranno Finocchiaro e, alla Camera, Francesco Sisto, vicino a Raffaele Fitto che ha rinunciato a questo ruolo. Altra commissione Strategica è la Bilancio che sarà retta da Antonio Azzollini (Pdl) al Senato e Francesco Boccia alla Camera. Alla Cultura la spunterebbero, alla Fine, Marcucci e Galan, mentre alla Lavoro andranno du ex ministri: Cesare Damiano alla Camera e Maurizio sacconi al Senato. Per le commissioni Esteri sono pronti Pier Ferdinando Casini al Senato e Fabrizio Cicchitto alla Camera.Ulteriori incontri di maggioranza si terranno anche in giornata ma l'attribuzione delle commissioni Affari costituzionali a nomi forti fa capire che si punta ad esse e non alla COnvenzione per le riforme: quella elettorale e il taglio dei costi della politica potrebbero essere varate in questa sede così come il taglio del numero dei Parlamentari. Le commissioni di controllo saranno elette solo nei giorni successivi ma oggi M5S e Sel si sono incontrati per tentare un accordo su chi attribuire la Vigilanza Rai e il Comitato di controllo sui Servizi. La riunione si è conclusa con uno stallo fermo restando che il potrebbe andare anche a Fdi. (ANSA)





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