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Politica

Travaglio e la “pitonessa” Santanchè

Il giornalista entra a piedi uniti sulla vicenda della pasionaria Pdl, candidata alla vicepresidenza della Camera

Pubblicato il 03/07/2013 da La Fucina

Nell'editoriale odierno sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio entra a piedi uniti sulla vicenda di Daniela Santanchè candidata alla vicepresidenza della Camera. Riportiamo di seguito alcuni passaggi dell'editoriale:"Dunque in un paese normale nessuno avrebbe dubbi sulla sua candidatura a vicepresidente della Camera. Eppure c'è qualcosa di stonato, stridente e ipocrita nel fuoco di sbarramento che s'è levato dal Pd sul suo nome per una carica che nessuno, prima d'ora, s'era mai sognato di calcolare. Le vicepresidenze delle due Camere (quattro per ciascuna) sono da sempre lottizzate fra i partiti, che ci mettono chi vogliono. Nella scorsa legislatura, per dire, fra i numeri 2 del Senato c'era persino Rosi Mauro. Una che avrebbe sfigurato dappertutto, se il presidente del Senato non fosse stato Schifani. Ora, che il limite estremo della presentabilità sia diventato la "pitonessa", come lei stessa si definisce citando Il Foglio (che a sua volta cita l'insulto di "vecchia pitonessa" lanciato nel-l'800 dalla rivista fiorentina Novelle Letterarie contro Madame de Staël), fa un po' ridere. Il Pd ha fatto scegliere a Berlusconi il presidente della Repubblica e quello del Consiglio dopo aver impallinato Prodi e ignorato Rodotà perché non piacevano a lui, poi ci è andato al governo e ha deciso di dichiararlo eleggibile contro la legge. Governa con ministri come Lupi e Quagliariello, per non parlare dei sottosegretari. Ha varato il Comitato dei 40 per riscrivere la Costituzione con lui. Non dice una parola sulle condanne per frode fiscale, prostituzione minorile, concussione e rivelazione di segreto (contro Fassino), né sulla compravendita di senatori (contro Prodi). Ha votato presidenti di commissione Cicchitto e Formigoni e ha chiesto a Scelta civica di votare Nitto Palma alla Giustizia per potersi astenere e fingersi contrario. Non ha mosso un dito quando Grasso ha nominato il senatore D'Alì, imputato per mafia, rappresentante dell'Italia in Europa. E ora, dopo aver digerito senza un conato la Cloaca Massima, ha qualche problemino di stomaco per la Santanchè. Ma ci faccia il piacere."





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