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Tecnologia

Chiude la Mivar, ultima Tv made in Italy

Entro fine novembre la fine della produzione di televisori

Pubblicato il 15/10/2013 da La Fucina

L'italiana MIVAR entro fine novembre chiuderà i battenti e quindi metterà fine alla sua storica produzione di televisori. Ad Abbiategrasso, ma in verità in tutta la Lombardia, tutti conoscono Carlo Vichi. A 90 anni rappresenta un pezzo di storia dell'imprenditoria locale. D'altronde "Milano Vichi Apparecchi Radio" nasce nel 1945, ma secondo il fondatore "l'Italia è morta nel 1945"."Finita la guerra siamo stati superati da tutti. Dovremmo lavorare come i cinesi, con onestà e intelligenza. Il problema invece è che non sappiamo più lavorare. E i prodotti fatti senza utilizzare tutte le possibilità che la tecnologia offre vengono rifiutati dal mercato", ha spiegato Vichi a La Repubblica.L'azienda dal 2001 è perennemente in perdita, come ha confermato Giuseppe Viganò, segretario Fim-Cisl Legnano-Magenta. "Nel 1998 aveva quasi 1000 dipendenti, nel 2008 ce n'erano ancora 500, perché Vichi pur di non chiudere ripianava ogni anno le perdite. Gli sarà costato dai 100 ai 120 milioni, senza contare i 30 spesi per costruire il nuovissimo padiglione industriale di Abbiategrasso, un edificio bellissimo, innovativo, progettato da lui stesso, mai utilizzato".Oggi sono rimaste circa 40 persone che si occupano dell'assemblaggio delle linee TV a LED con componenti cinesi. Proseguiranno fino al termine di novembre, dopodiché a dicembre molti andranno in mobilità. E si parlerà di gestire i 24 mesi di garanzia dei prodotti venduti, nonché la manutenzione dello stabilimento. Ma basteranno 4-5 persone, non di più.La morte del tubo catodico ha di fatto condannato l'azienda, perché la componentistica LCD è tutta orientale e i nostri costi di manodopera sono alle stelle. MIVAR vendeva in perdita: circa 80/100 euro a pezzo. Inevitabile il capolinea.L'azienda risorgerà comunque sulle sue ceneri dando vita a "Milano Vichi Arredamenti Razionali", ma nessuno si fa troppe illusioni. Pochi tecnici, il fondatore e le figlie Luisa e Valeria lavoreranno su arredamento di design: il primo modello è un tavolo "razionale".L'epilogo è senza dubbio triste. Mivar nei tempi d'oro produceva un terzo dei televisori venduti in Italia, senza per altro fare pubblicità perché "è come la droga, quando cominci sei costretto ad aumentare la dose". Parola di Carlo Vichi.(Fonte)





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