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Società

I medici che “curavano” i pazienti morti

Ben 400 medici di base intascavano emolumenti non dovuti, ma erogati dall'Asl di Caserta

Pubblicato il 21/10/2013 da La Fucina

1.215 persone erano decedute, 2.010 emigrate all'estero e 2.763 trasferitesi fuori dal territorio provinciale. Eppure per l'assistenza sanitaria a queste 5.988 persone che non ne avevano diritto, ben 400 medici di base intascavano emolumenti non dovuti, ma erogati dall'Asl di Caserta.Il danno all'erario per oltre 1,5 milioni di euro è stato rilevato dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria della città campana.Le indagini, avviate alla fine dello scorso anno, si sono svolte analizzando e incrociando i dati acquisiti presso i 104 comuni della provincia di Caserta con quelli contenuti nell'anagrafe tributaria e nel "database" in uso al servizio di gestione e sistema informativo dell'Asl.Dagli accertamenti eseguiti, spiega una nota della Gdf, è emerso che non si era provveduto all'aggiornamento degli iscritti nelle liste dei medici di medicina generale. Questa mancanza di controllo ha comportato uno sperpero di risorse. Tra i casi più eclatanti riscontrati, un medico di base che annoverava tra i suoi assistiti circa 40 soggetti tra deceduti, emigrati all'estero e fuori provincia, nonché quello di un altro professionista che aveva tra i suoi assistiti un soggetto deceduto da circa 30 anni. Inoltre, è stato accertato che un fisioterapista di un importante centro riabilitativo casertano aveva effettuato prestazioni specialistiche domiciliari, nei confronti di una donna, in epoca successiva al decesso. Lo stesso è stato, pertanto, deferito alla locale Procura della Repubblica per i reati di falso e truffa ai danni dello Stato.I dirigenti pro-tempore della Asl di Caserta sono stati segnalati alla Corte dei Conti per il danno erariale arrecato. (fonte)





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