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Gli ultimi post su Facebook del ragazzo ucciso a Londra

Joele Leotta e i suoi ultimi attimi di vita in Inghilterra

Pubblicato il 24/10/2013 da La Fucina

Joele Leotta è stato massacrato di botte e ucciso nell'appartamento in cui risiedeva dopo essersi trasferito per studio e lavoro nel Kent. Joele, insieme a un amico, Alex Galbiati, da alcuni giorni si era trasferito nell'appartamento di Maidstone e aveva iniziato a lavorare in un ristorante della zona. Proprio qui sarebbe iniziata nella serata di domenica, 20 ottobre, la lite che ha avuto il suo epilogo con la spedizione nell'appartamento dei ragazzi: alcuni clienti avrebbero infatti più volte importunato i due ragazzi, accusandoli di aver occupato il letto di un loro connazionale e di rubare il lavoro ai sudditi di Sua Maestà.Come scrive Claudio Del Frate sul Corriere della Sera, la storia di Joele Leotta sembra rimbalzare indietro dall’Italia in bianco e nero degli anni 50 e invece potrebbe diventare consueta. “Non mi sarei mai immaginato di dover commentare una tragedia del genere, nata dal fatto che un giovane ha dovuto abbandonare il mio paese per garantirsi un futuro e non pesare sulla famiglia. Ma questa è l’Italia di oggi…”: Claudio Usuelli, sindaco di Nibionno, 3.600 abitanti distribuiti sulle colline tra Monza e il Lago di Como non trattiene l’amarezza nel commentare il lutto che ha colpito la sua comunità.Joele, però, non era il tipo che si piangeva addosso: interrotti al terzo anno gli studi all’istituto per odontotecnici «Gandhi» di Besana Brianza, non era rimasto con le mani in mano. Giardiniere, turnista di notte in fabbrica, pizzaiolo: era passato da un impiego all’altro, sempre saltuario, sempre precario, mai più di 600-800 euro al mese. Finché un anno fa aveva cominciato a farsi strada l’idea di tentare il salto fuori dall’Italia. (…) Mille euro al mese più vitto e alloggio in una stanza sopra il ristorante Vesuvius a Maidstone, 60 chilometri fuori Londra: una pacchia, rispetto agli standard italiani. Joele era contentissimo e non aveva tardato a farlo sapere a quelli di Nibionno attraverso Facebook: «Qui va alla grande,mi sto facendo un sacco di amici italiani, è pieno di ragazze» postava appena pochi giorni fa. (…) Poi la storia gli si è rovesciata contro ed è toccato al giovane brianzolo fare la valigia e lasciare il paese, fino a diventare bersaglio di una guerra tra poveri, dell’invidia di chi a sua volta ha lasciato casa e si deve «sbattere» per il minimo vitale. Sempre che quella frase dei suoi assassini («Vieni qui a rubarci il lavoro, italiano di m…») sia vera. (…) Domenica l’ultimo messaggio di Joele agli amici, sempre via Facebook: uno sberleffo all’allenatore della Juve Conte dopo la sconfitta con la Fiorentina. Anche lontano migliaia di chilometri da Nibionno, la vita al ragazzo tutto sommato sorrideva, c’era finalmente un avvenire davanti. (fonte)





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