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Società

Tasse: il prossimo anno pagheremo 1,1 miliardi di euro in più

Nella stima presentata si è calcolato l’impatto economico riconducibile agli effetti di tutte le nuove voci fiscali introdotte.

Pubblicato il 02/11/2013 da La Fucina

Nel 2014 grazie alla legge di Stabilità gli italiani pagheranno 1,108 miliardi di euro di tasse in più. È la stima presentata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha calcolato l’impatto economico riconducibile agli effetti di tutte le nuove voci fiscali introdotte. Nel 2015 e nel 2016, invece, secondo la Cgia le cose dovrebbero migliorare se si eviterà la riduzione delle agevolazioni fiscali grazie al taglio della spesa.DIFFERENZA NEGATIVA - A fronte di poco più di 6 miliardi di euro di nuove entrate tributarie, a cui si aggiungono 65 milioni di entrate extra tributarie e altri 135 milioni di riduzione dei crediti di imposta, nel 2014 gli italiani saranno chiamati a versare allo Stato complessivamente 6,227 miliardi di euro di nuove imposte. Ma avranno una riduzione delle tasse e dei contributi da versare all’Erario per un importo pari a 5,119 miliardi di euro. Pertanto, la differenza è di 1,108 miliardi di euro.SOTTOSTIMATO - «A nostro avviso», dichiara il segretario degli Artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «il risultato è sottostimato. Corriamo il pericolo che il saldo sia più pesante. Secondo i tecnici del governo, la Trise, vale a dire il nuovo tributo sui servizi, dovrebbe farci risparmiare un miliardo di euro rispetto a quanto pagavamo di Tares e di Imu. Un vantaggio economico che, purtroppo, rischia di essere eroso dall’azione dei sindaci. I Comuni, infatti, avranno un’ampia discrezionalità nell’applicazione della Trise ed è molto probabile che ne inaspriranno il prelievo per lenire le difficoltà economiche in cui versano, con evidenti ripercussioni negative per i bilanci delle famiglie e delle imprese».L’ANALISI - Analizzando le singoli voci si nota che tra le maggiori entrate spiccano i 2,6 miliardi di euro relativi alle svalutazioni dovute alle perdite dei crediti. Si tratta di maggiori entrate legate al mutamento delle regole che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche e delle imprese che operano nel settore finanziario e assicurativo. Le novità normative permetteranno in futuro di ottenere risparmi di imposta, consentendo a queste imprese di dedurre le perdite in cinque anni. Altri 940 milioni di euro saranno incassati dall’incremento del bollo sul dossier titoli, mentre 804 milioni di euro saranno garantiti dalla rivalutazione dei beni delle imprese. Ciò significa che gli imprenditori avranno la facoltà di adeguare il valore dei cespiti a quello di mercato, pagando un’imposta sostitutiva. Tra le minori entrate, invece, si segnala il taglio del cuneo fiscale per un importo di 1,5 miliardi di euro, l’alleggerimento di un miliardo di euro dei premi Inail e un miliardo di euro in meno che i cittadini pagheranno sulla casa con l’introduzione della Trise.NEI PROSSIMI ANNI - «Se eviteremo la riduzione delle agevolazioni fiscali grazie al taglio della spesa», conclude Bortolussi, «nel 2015 gli italiani potranno contare su un saldo negativo pari a 2,7 e nel 2016 pari a 5,6 miliardi di euro. Se ciò non si verificherà, fra due anni ci ritroveremo con un bilancio leggermente negativo pari a 308 milioni di euro, mentre nel 2016 la situazione ritornerà a essere molto pesante, visto che il saldo sarà positivo e pari a 1,3 miliardi di euro».Fonte





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