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Si appartano e sparisce la catenina. Ma viene assolta

La storia di un sessantenne e di una ragazza dell'est

Pubblicato il 05/11/2013 da La Fucina

Si apparta al mercato con una bellissima ragazza conosciuta sul momento. Poi lamenta il furto della catenina, denuncia la ladra, ma nemmeno la riconosce in Tribunale. Così la ragazza è stata assolta. E' successo a Fabriano. La giovane era stata accusata di essersi appartata con lui per sfilargli dal collo la catenina d'oro. Ma ieri in occasione della ricognizione, l'uomo, 60 anni di Fabriano, non l'ha identificata. La donna, 32 anni di origini romene, è residente a Perugia, è stata assolta dall'accusa di furto. Per la 32enne, difesa dall'avvocato Giacomo Manduca, il pm aveva chiesto l'assoluzione, che è stata poi accolta dal giudice. Il momento clou del processo ieri quando l'uomo, messo di fronte a tre ragazze somiglianti all'imputata per tratti somatici, è stato chiamato a riconoscere la presunta ladra. Ma il fabrianese non solo ha indicato un'altra persona - un'avvocatessa che si era prestata per il confronto - ma ha addirittura escluso per prima proprio l'imputata. La denuncia risale al 6 ottobre 2012, quando a Fabriano era giorno di mercato. Era il primo pomeriggio quando l'uomo avrebbe avvicinato la giovane dell'est, intenta a guardare una bancarella. Dopo una chiacchierata, i due si sarebbero appartati in auto per trascorrere un po' di tempo lontano da occhi indiscreti. Solo qualche effusione, secondo la difesa, poi la ragazza se ne sarebbe andata. Solo dopo l'uomo si sarebbe accorto che la catenina d'oro che portava al collo non c'era più. Pace per l'oggetto, seppur di valore, se non fosse che poi la sera, sempre nei pressi del mercato, l'uomo avrebbe riconosciuto la voce della rumena come quella della ladra del primo pomeriggio. E così il 60enne si è rivolto subito alle forze dell'ordine per denunciarla. La difesa ha sempre sostenuto l'inattendibilità della testimonianza dell'accusa. Non solo perché la donna sarebbe stata riconosciuta solo dalla voce ma soprattutto perché la donna aveva l'obbligo di firma a Perugia alle 17. Dunque, secondo la difesa, sarebbe stato impensabile che la rumena compisse il furto, tornasse a Perugia per firmare e poi tornasse nuovamente al mercato di Fabriano la sera stessa.





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