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Società

Domnica racconta la relazione con Schettino

«La storia, se così la vogliamo chiamare, è durata un paio di settimane. Amante mi sembra una parola grossa»

Pubblicato il 06/11/2013 da La Fucina

«La storia, se così la vogliamo chiamare, è durata un paio di settimane. Amante mi sembra una parola grossa». Così dice Domnica Cemortan, la hostess moldava della Costa Concordia, al settimanale Oggi. In un’intervista pubblicata nel numero in edicola da domani (anche su www.oggi.it), Domnica rivela per la prima volta come è nata la sua relazione col comandante Francesco Schettino: «Mi sono imbarcata su Concordia il 9 dicembre 2012 e sono scesa il 28. La hostess dei passeggeri russi, che io avrei sostituito, durante un galà mi ha presentato a tutto il personale di bordo. Compreso Schettino… La storia quando è cominciata? Non ho segnato la data, ma era la mia seconda settimana a bordo». Aggiunge la hostess: «Quando a bordo è presente un certo numero di passeggeri, tutti della stessa nazionalità, il comandante li riunisce in una sala della nave e li accoglie con un messaggio di benvenuto. I russi erano parecchi. Ce n’erano almeno un centinaio ogni crociera. Schettino non parlava il russo ed ero io a preparargli il testo da leggere in pubblico». L’intimità si è creata proprio in occasione della preparazione del testo, che, aggiunge Domnica Cemortan «va trascritto dall’alfabeto cirillico a quello latino tenendo conto della fonetica… A guidarlo nella lettura ci deve essere una persona di madre lingua. Che per il russo ero io… Eravamo nello studio, annesso alla cabina del comandante». Gli incontri quando avvenivano? «Il mio lavoro cominciava il mattino all’alba e finiva a notte fonda. Non sono in tanti a circolare per la nave in quegli orari. Quasi tutti dormono. E si può osare qualcosa di più», dice Domnica che spiega: «Ho nascosto la relazione con Schettino per proteggere me, la mia vita privata e anche quella del comandante». È stato lui a chiederglielo? «Schettino da quella notte non l’ho più visto né sentito», dice a Oggi. «Credo avesse altro a cui pensare. E mai, dico mai, si è fatto vivo per chiedere una cosa del genere». (Leggo.it)





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