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Cibo e Salute

Tè verde e latte, connubio vincente contro il cancro

Secondo uno studio il latte scremato sarebbe in grado di proteggere le molecole attive del tè

Pubblicato il 23/12/2013 da La Fucina

di LM&SDPChe il tè verde sia un alleato per la nostra salute è ormai stato assodato. Così come sempre più ricerche ne avvalorano le sue potenzialità in qualità di potenziale anticancerogeno. Quello che ancora non si era detto è che il latte potrebbe essere considerato un eccellente veicolo per la somministrazione del tè verde.A suggerire questa ipotesi, sono stati alcuni ricercatori dell’Università di Guelph, in Ontario, Canada. Secondo i loro studi, il principale polifenolo contenuto nel tè verde, l’epigallocatechina gallato (EGCG) diventa biologicamente più attivo solo quando viene diluito all’interno di una piccola quantità di latte scremato. In questo modo sembra anche essere più efficace nel ridurre la proliferazione delle cellule tumorali presenti nel colon. Questo solo nel momento in cui la concentrazione del principio attivo superi gli 0,03 mg di EGCG per millilitro.«Questi risultati supportano un nuovo ruolo per il latte come una piattaforma ideale per la distribuzione di composti bioattivi, e apre le porte a una nuova generazione di prodotti lattiero-caseari che forniscono benefici aggiuntivi per la salute umana», spiegano gli autori della ricerca, Sanaz Haratifar e Milena Corredig, del Dipartimento di salute umana e nutrizionale dell’Università di Guelph.Le catechine sono sostanzialmente quel gruppo di polifenoli indicati con il nome di Flavan-3-ol. La EGCG è il composto principale che si trova nelle foglie di tè. Già recenti ricerche ne hanno vagliato l’efficacia nell’inibire alcune formazioni tumorali e ridurre le cellule cancerogene, ma anche nel sopprimere la formazione di vasi sanguigni che alimentano i tumori (angiogenesi). Il problema, tuttavia, è rappresentato dal fatto che le catechine del tè non sono molto biodisponibili. Per tale motivo si è scelto di provare a incapsulare i principi attivi insieme alle proteine del latte (caseina) e micelle (aggregati colloidali di moleceole), al fine di aumentare al massimo la biodisponibilità da parte di un organismo.Per testarne l’efficacia, i ricercatori hanno coltivato per ventiquattro ore delle cellule di cancro colon-rettale insieme a EGCG nel latte (e micelle) o nella semplice acqua. Durante l’esperimento è stato misurato il numero delle cellule tumorali, constatando che le catechine avevano ridotto notevolmente l’attività cellulare in maniera dose-dipendente. Se le concentrazioni divenivano estremamente elevate – oltre gli 0,15 mg/ml – la proliferazione diminuiva più se diluito in acqua che nel latte.Un altro esperimento ha voluto testare la differenza tra le diluizioni nel latte scremato, siero di latte e altri prodotti lattiero-caseari. Dai risultati è emerso che quando le EGCG sono diluite in varie componenti del latte risultano più efficaci. Però, se la concentrazione è elevata (0,8 mg/ml) la crescita delle cellule cancerogene viene ridotta dell’80%, sia se diluito nel latte che non.«Al fine di esercitare i loro benefici per la salute, i polifenoli devono essere disponibili e ancora attivi, anche se presente in una matrice alimentare – commenta il dottor Haratifar – Questo studio ha dimostrato che il legame di EGCG alle micelle di caseina non ha influenzato la bioefficacia di EGCG e l’assorbimento delle cellule a concentrazioni superiori a 0,03 mg di EGCG/ml di latte scremato», concludono i ricercatori.Lo studio è stato finanziato dal Natural Sciences and Engineering Council of Canada e dall’Ontario Dairy Council.(Fonte)





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