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Società

Cinema: fiumi di soldi statali per tutti

Cuccagna milionaria pure per i cinepanettoni

Pubblicato il 12/01/2014 da La Fucina

Se ci dicessero che per produrre film come “Una cella in due” con Maurizio Battista, Massimo Ceccherini ed Enzo Salvi i contribuenti hanno versato 250 mila euro, difficilmente ci crederemmo. Così come forse non crederemmo di aver versato 1,1 milioni per “Genitori e figli: agitare bene prima dell’uso” di Giovanni Veronesi o uno per “Ex” o, ancora, 400 mila per “Amici miei. Come tutto ebbe inizio” di Neri Parenti. Ma è tutto vero, come scrive Carmine Gazzanni  su La Notizia. Il giornalista spiega: Questi finanziamenti vengono giustificati perché film ritenuti “di interesse culturale”. Altri esempi. L’ultimo film di Rocco Papaleo “Una piccola impresa meridionale” ha goduto di un contributo pubblico, stanziato nel 2012, pari a 650 mila euro, mentre l’ultima delibera di fine anno del Dipartimento Cinema del Mibac ha assegnato 400 mila euro al film “Latin lover” di Cristina Comencini, 900 mila ad “Allacciate le cinture” (film di Ozpetek che vede tra i protagonisti l’ex tronista Francesco Arca) e 300 mila al nuovo film di Carlo Verdone “Sotto una buona stella”. Ma non finisce qui.  Carmine Gazzanni  su La Notizia prosegue: Ad essere considerati di “interesse culturale”, però, non sono solo i lungometraggi presentati da registi affermati. Una quota, infatti, è riservata anche alle “opere prime e seconde”. Un modo per sussidiare quei registi alle prime armi che difficilmente troverebbero lauti finanziamenti. Peccato, però, che non sempre poi si arrivi alla realizzazione del lungometraggio. Siamo ancora in attesa, ad esempio, di vedere nelle sale “Leone nel basilico” di Leone Pompucci che nel 2010 ha ricevuto 800 mila euro. Stesso discorso anche per “Non c’è problema” di Paolo Ruffini che nel 2011 ha ricevuto 150 mila euro, esattamente come “Ricorda: il tuo secondo nome è libera” di Maria Cristina Leonetti o “L’estate sta finendo” di Stefano Tummolini (finanziamento, questo, del 2010). Spesso, poi, sono i figli d’arte a cadere in fallo. Nel 2010 Mariantonia Avati (sì, la figlia di Pupi) ha ricevuto 450 mila per “Una lunga scia di stelle”, di cui però al momento non si vede nemmeno l’ombra.Ma c'è dell'altro. In conclusione del suo articolo, Carmine Gazzanni  scrive: I contributi non finiscono qui. Accanto ai sussidi stanziati in pre-produzione, ne spuntano anche altri a cui si accede a lavori già terminati e di cui godono autori e case di produzione. Ed anche in questo caso ecco l’assurdo: i soldi sono distribuiti in maniera automatica sulla base degli incassi. Ergo: a goderne sono proprio coloro che non ne avrebbero affatto bisogno perché casomai sbancano il botteghino. Insomma, più incassi più ti pago. Dei 32 contributi assegnati nel 2012 sugli incassi a produttori (per un totale di oltre 19 milioni), il contributo più alto è andato alla Filmauro per “Natale a Beverly Hills” (2,3), poco più di quanto stanziato per la Levante (1,9) per “Io e Maryilin”. A godere sono le grandi produzioni: complessivamente a Cattleya, Fandango, Filmauro e Medusa è andato circa il 60% del contributo. Discorso analogo anche per gli autori: 45 contributi per un importo totale di 777 mila euro. Il più alto – 56mila – è andato a Leonardo Pieraccioni per “Una moglie bellissima”. A ricevere l’importo maggiore però Neri Parenti (109 mila) per i tre “Natali”: a Rio, in Crociera e a New York. (Fonte)





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