Da circa 40 anni la sicurezza di buona parte delle cose che vengono iniettate nel nostro sangue è garantita dal granchio reale (limulo), un animale che in pochi sanno come è fatto e da cui si tengono alla larga quelli che l’hanno visto.Imparentato più con scorpioni, zecche e ragni che con i granchi, il limulo viene pescato in grandi quantità per ottenere il suo sangue blu, fondamentale per eseguire un test molto importante per scoprire la presenza di batteri in una soluzione. Come spiega Alexis C. Madrigal dell’Atlantic, nel sangue del limulo (Limulus polyphemus) è presente un composto chimico in grado di identificare la presenza di batteri e di costruirvi intorno una barriera, un coagulo, per evitare che possano causare l’infezione creando una grande colonia. Per questo motivo il composto, che per praticità viene spesso indicato con il nome “coagulogen”, è diventato molto importante per le aziende farmaceutiche, perché viene usato per trovare possibili contaminazioni batteriche nelle sostanze che dovranno entrare in contatto con il sangue umano, come nel caso di una vaccinazione. Se nella soluzione sono presenti batteri, anche in concentrazioni bassissime, il coagulogen entra in azione e la trasforma in parte in una sorta di gel. (Fonte)