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Società

Genny a carogna e la droga

Lo faceva a bordo di una Renault Scenic modificata

Pubblicato il 28/05/2014 da La Fucina

Genny a Carogna faceva consegne di droga in macchina secondo quanto riportato da Repubblica:"Ricompare inatteso, ma stavolta non è sugli spalti dello stadio Olimpico. Il suo nome è in un provvedimento dell’Antimafia napoletana. Genny ‘a carogna, al secolo Gennaro Di Tommaso, non è più nei panni di un ultrà del Napoli, ma in quelli di spacciatore per conto della camorra." A rivelarlo è stato un pentito del clan Di Micco, Domenico Esposito:"Secondo un pentito, il capoultrà che il 3 maggio trattò l’inizio della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, è lo stesso che riforniva di droga un clan. Non un clan qualsiasi, ma quello i cui affiliati, a dimostrazione della loro fedeltà al boss trentenne, si erano tutti fatti tatuare sulla pelle il soprannome del capo, “Bodo”: lo stesso del contadino medievale dei cartoni." La cosca frequentata da Genny era quella di Ponticelli:"Bodo, due pistole fumanti come cornice e la scritta «Rispetto, fedeltà, onore». L’inchiesta, che ieri si è conclusa con l’esecuzione di dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere, svela i retroscena della cosca di Ponticelli, periferia a est di Napoli, frequentata anche da Genny ‘a carogna, ultrà napoletano che il 3 maggio, nel giro di un quarto d’ora — prima del fischio d’inizio della finale di Coppa Italia — conquistò cavalcioni le transenne degli spalti e l’attenzione delle tv di tutto il mondo."Genny era diventato famoso il giorno della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, quando "decise" che l'incontro si doveva disputare:"Genny ‘a carogna, che gestiva le tensioni delle tifoserie estreme dopo il ferimento a colpi di pistola del supporter napoletano Ciro Esposito: l’inizio della partita sembrava dipendere soltanto da lui e dalla trattativa condotta con il capitano del Napoli Marek Hamsik. Dopo di allora, sparito nel nulla, Genny ha lasciato alle sue spalle soltanto la storia del padre Ciro, affiliato al clan della camorra dei Misso, e dello zio Giuseppe detto “l’assassino”, ucciso anni fa in un agguato." Poi oggi arriva è arrivata la rivelazione di un pentito:"Oggi arriva un altro tassello: nelle carte figurano le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Domenico Esposito, sullo spaccio di droga in quaranta piazze di Ponticelli. Dice Esposito: «La droga la compravamo noi a Napoli, da tale Genny ‘a carogna che dovrebbe essere di Forcella (come effettivamente è l’ultrà dello stadio Olimpico, ndr). Per la consegna — continua il pentito — era utilizzata una Renault Scenic modificata, che ci veniva lasciata parcheggiata con le chiavi presso il cimitero di Ponticelli. Noi mandavamo a ritirare la macchina che poi restituivamo. Era Genny ‘a carogna a utilizzare la Renault Scenic»."Ma non c'è prova che il capo ultras abbia commesso il reato di cui è stato accusato:"Dichiarazioni sulle quali gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice, non hanno ancora trovato riscontri. Non risulta al momento che Genny a’ carogna sia mai stato sorpreso a spacciare amnèsia e hashish. Dunque per ora resta indagato solo a Roma, per i fatti dello stadio Olimpico."Tuttavia Esposito viene tenuto in conto per la sua attendibilità:"D’altra parte, però, il pentito Esposito è stato considerato attendibile, a cominciare dalla spiegazione di quei tatuaggi sulle braccia e sulla schiena. «La strada percorsa dagli affiliati — scrivono gli inquirenti — è quella del marchio indelebile, dove l’ostentazione di appartenenza diviene affermazione di prestigio»." Infine il quotidiano di De Benedetti spiega che il pentito Esposito è stato utile per venire a conoscenza di altri gravi reati:"Ma Esposito ha anche ricostruito estorsioni, omicidi, spaccio di droga, affari del clan orfano ed erede dei Sarno di Ponticelli, anche se le indagini hanno trovato un grosso supporto nei “libri mastri” sequestrati dalla polizia. Si comincia con i pizzini, tra cui l’elenco delle armi da acquistare. Una vera e propria “lista della spesa”. Ad esempio: tremila per due Pist, 1.700 per Calasc, ossia kalashnikov. Ma ci sono anche le Glock, i fucili a pompa e le granate."(Fonte)





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