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Flessibilità: la Commissione Europea boccerà Renzi

Lo ha detto un funzionario della Commissione al WSJ

Pubblicato il 11/07/2014 da La Fucina

Flessibilità: la Commissione Europea boccerà Renzi


Il primo ministro italiano Matteo Renzi ha premuto per più flessibilità sull'interpretazione che l'Unione Europea dà delle regole che limitano i conti pubblici e il deficit. La sua campagna per avere il diritto di ricevere maggiori prestiti sarà un primo test per Jean-Claude Juncker e la sua nuova Commissione Europea, che vigilia sul rispetto di quelle regole.Secondo Matteo Renzi è stata già vinta un'importante battaglia. I leader dell'UE nel summit dello scorso mese hanno concordato di "fare un uso migliore della flessibilità su cui si basa il Patto di Stabilità e crescita". Il Patto di Stabilità e crescita vuole che il deficit sia mantenuto sotto il 3% del PIL e il debito pubblico sotto il 60%.Il problema è, dal punto di vista di Renzi, che i vari leader hanno fatto notare che non hanno alcuna voglia di cambiare il patto. E nelle regole attuali non c'è molta flessibilità. Dal punto di vista, decisivo, della Germania l'ultima cosa di cui ha bisogno ora l'Italia è un debito pubblico maggiore, dato che il rapporto debito-PIL del Paese è già al 133%.In giugno l'UE ha riferito all'Italia che deve fare di più per ridurre il suo budget: le previsioni della Commissione hanno indicato che il Paese non raggiungeva l'obiettivo di aggiustare il PIL dello 0.6%. Il budget dovrebbe essere "strutturalmente" a rischio il prossimo anno, tenendo in considerazione le oscillazioni dell'economia.Renzi sostiene che l'Italia ha bisogno di più tempo per ridurre il budget in quanto deve portare avanti importanti riforme economiche per permettere al Paese di crescere più in fretta.Il Patto di Stabilità e crescita consente flessibilità in una certa misura proprio per queste riforme strutturali. Ma è disponibile soltanto per le riforme che "abbiano un impatto che sia verificabile dal punto di vista della sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo termine". E solo una volta che sono state fatte, non prima.Non solo lo sforzo dell'Italia nel fare riforme è stato fatto più lentamente di quanto richiesto da Bruxelles, ma le leggi che sono passate, come quella sul lavoro non sono state implementate. Il quotidiano italiano Il Corriere della Sera questa settimana ha citato un rapporto del governo del 18 giugno che indica che le 852 norme attuate dal Parlamento durante il governo dei precedenti tre primi ministri mancano dei provvedimenti che le rendano operative.Renzi vuole anche investimenti mirati alla crescita che siano esclusi dal Patto di Stabilità. Ma Siim Kallas, commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari, ha respinto l'idea dicendo: "Le spese sono spese, il debito è debito".Il presidente italiano non è solo nel suo appello alla flessibilità. E' appoggiato dalla Francia e dal suo presidente, il socialista François Hollande, il quale vorrebbe ridurre l'aggiustamento del budget del suo Paese. Stando così le cose, la Francia dovrà tagliare il deficit del 2,8% il prossimo anno, dopo aver ricevuto una proroga di due anni per tagliarlo sotto il 3%.Ma non sono solo la Germania e i suoi alleati del Nord a volere la linea dura: i governi di Spagna e Portogallo, che credono di aver fatto determinate riforme al contrario Italia e Francia, non vogliono che le regole siano interpretate liberamente.Alcuni esperti credono che Juncker dovrà fare delle concessioni a Renzi e Hollande. I due leader, che provengono entrambi dal campo socialista, hanno usato la propria influenza per assicurare la sua posizione nella Commissione."Juncker deve il suo mandato agli italiani e ai francesi, perciò sarà difficile non garantire un po' di flessibiità a questi paesi. Ma c'è il rischio che questo crei un precedente.", ha detto Mujtaba Rahman, direttore europeo dell'Eurasia Group consultancy.Alcuni economisti sono preoccupati per il fatto che forzando l'Italia a tenere il rapporto debito-PIL sotto il 60% metterà in pericolo la debole ripresa economica dell'Italia nel breve termine e tenere a freno la crescita economica per anni.Tuttavia le argomentazioni di questi economisti sembrano non essere sufficienti alla maggioranza dell'eurozona, che è contraria ad un allentamento delle regole.Se tutto va come previsto, la commissione di Juncker entrerà in carica il 1 novembre e da metà novembre darà il suo parere sulle proposte di budget dei governi per il 2015, e a dicembre sarà chiaro cosa avrà intenzione di fare a chi non le dà retta. [...]Un funzionario di stanza a Bruxelles ha detto: "Renzi ha esagerato. Ha speso molto capitale politico e quello che otterrà saranno noccioline".(Wall Street Journal)





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