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Cibo e Salute

Prevenzione tumori, le raccomandazioni non seguite dall’Italia

Ottime le intenzioni, ma la realtà è diversa

Pubblicato il 17/12/2014 da Chiara Cevoli

Prevenzione tumori, le raccomandazioni di IARC e WCRF


Oggi è ormai abbastanza chiaro: alcuni alimenti ci fanno bene, altri un po’ meno. Lo dice la scienza, ne parlano i maggiori esperti di alimentazione, escono ogni anno linee guida aggiornate. Proprio il 15 ottobre di quest’anno l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha pubblicato il Codice Europeo contro il Cancro, una serie di 12 raccomandazioni da seguire per diminuire la possibilità di ammalarsi di tumori. Ma non sono le uniche: nel 2007 il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF) ha pubblicato le sue raccomandazioni per la prevenzione dei tumori, raccomandazioni che rispecchiano quelle pubblicate dalla IARC.

In breve quelle che parlano di alimentazione consigliano di:


1. Mantenere il peso corporeo nella norma, essere snelli tutta la vita2. Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica (cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi, quali i cibi comunemente serviti nei fast food) ed evitare il consumo di bevande zuccherate3. Evitare le carni processate (affettati e insaccati), limitare la carne rossa e gli alimenti ricchi in sale4. Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati, legumi, verdure non amidacee e frutta5. Limitare il consumo di bevande alcoliche

Prevenzione tumori, le raccomandazioni non seguite


Quindi sembra ormai abbastanza chiaro come bisogna comportarsi per vivere in salute molti anni e dovrebbe essere compito delle istituzioni promuovere, far conoscere e divulgare queste informazioni. Non è sempre così. Cercando in internet materiale sull’educazione alimentare mi sono imbattuta nel sito ilgustofascuola.it, un sito nato da una collaborazione del Ministero dell’Istruzione (MIUR) con Federalimentare (Federazione che rappresenta e tutela l’Industria alimentare in Italia). Sul sito si legge:“Il 25 luglio 2012 il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo e il Presidente di Federalimentare Filippo Ferrua Magliani hanno firmato il nuovo Protocollo d’Intesa tra MIUR e Federalimentare che amplia e rafforza la collaborazione tra le due Istituzioni. Nel nuovo Protocollo […] (durata triennale), viene ribadita la convinzione, condivisa da entrambe le parti, che l’educazione alimentare, combinata ad un’adeguata attività fisica, rappresenti l’unica via per combattere il sovrappeso e l’obesità e vengono individuati gli strumenti formativi idonei a raggiungere tale obiettivo […].”Ottime le intenzioni, peccato che leggendo i contenuti pubblicati si comprende che la realtà è diversa. Presentandosi come un sito di EDUCAZIONE ALIMENTARE i consigli suggeriti lasciano parecchio a desiderare, oltre ad essere facilmente mal interpretati. Un esempio su tutti: nella sezione sulle bevande analcoliche (quindi bevande zuccherate), si legge:“Che atteggiamento assumere a proposito del consumo di bevande zuccherate? La posizione più saggia che emerge dalle evidenze scientifiche disponibili è probabilmente considerare che queste bevande hanno alcuni “plus” (per esempio la capacità di fornire liquidi al nostro organismo, e quindi di idratarlo) che convivono con alcuni “minus” essenzialmente legati all’eccesso nel loro uso. Non è infatti il loro consumo (o quello dello zucchero che contengono) di per sé, ma piuttosto il suo eccesso, ad essere uno dei meccanismi che possono concorrere al sovrappeso ed all'obesità.”Tutte le linee guida pubblicate per la prevenzione dei tumori consigliano di EVITARE (non semplicemente limitare) tali bevande, non sottolineandone alcun “plus” (che infatti non ne hanno). Di legumi non se ne parla in nessuna pagina del sito, mancano le sezioni sulle uova e sul pesce. E questa la chiamano educazione alimentare. Come nutrizionista ho scritto una mail al Ministero dell’Istruzione e al Ministero della Salute in data 24 e 25 novembre 2014, chiedendo spiegazioni e modifiche di quanto già pubblicato. Oggi 17 dicembre 2014 non è arrivata ancora nessuna risposta da chi dovrebbe istruirci e tutelare la nostra salute e nessuna modifica è stata apportata al sito.Seguimi su Facebook





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Chiara Cevoli

Chiara Cevoli
Biologa Nutrizionista

Laureata in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica presso l'Università di Roma La Sapienza nel 2009 con lode, mi sono da subito interessata alla tematica dell'alimentazione frequentando diversi corsi e collaborando in alcuni Ospedali del Lazio come volontaria. Negli anni successivi è quindi iniziata la mia attività come Biologo Nutrizionista ... LEGGI »

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